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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Banana Yoshimoto

Delfini

Feltrinelli, Pag. 175 Euro 12,00
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Banana non si smentisce; anche in Delfini i morti parlano, gli spiriti murmuri accompagnano instancabilmente la protagonista e naturalmente ci sono: l'amica quasi veggente, una casa in cima alla scogliera, i delfini, appunto, col dorso dorato perché volteggiano al sole, dulcis in fundo, la macabra soffitta con creature impagliate... Je adore Bananà! Ella parla di amori, di donne, del dolore, ma soprattutto racconta di rapporti non voluti ad ogni costo, con desideri forti e sentimenti impalpabili. Il tutto condisce vicende non travolgenti ma che si fanno leggere fino in fondo tra disagi e coni d'ombra, andando a costituire un sapiente miscuglio di mitologie scintoiste e coloriture new age da fumettone dell'occulto moderno e superstizioso, come vuole la tradizione, di chi?, non si capisce, ma è la tradizione che suggerisce e comanda e trasmette. Intanto gli amanti si rubano il tempo messo a disposizione dalla vita, che altrimenti sarebbe un monotono passaggio di castità tra un sushi, qualche ramen e un nikuman. La scrittrice si diletta nella raccolta di arcani e di paradossi e stavolta puzza di nonnismo e climaterio da menopausa, un po' in anticipo? Chissà! Non me ne voglia Bananà, ma sento puzza di stantio, come di mestierante che si compiace del suo rango di letterata; ripeto, l'autrice sa ancora farsi leggere fino in fondo, tuttavia non mi convincono gli affastellamenti da ipermercato dello zen e le farciture addirittura gnostiche, che qua e là s'infiltrano, volendo far colpo con pseudosaggezza . Ero abituata alla leggiadra brezza di una fresca malinconia, mi piaceva la solita superficialità profonda delle sue ambientazioni piane e quotidiane; sono gli stessi elementi che ritrovo in Delfini, in veste però saccente e usurata anziché agile di pensiero e involontariamente accattivante nella narrazione. Dei delfini in questo libro rimane la capacità di attrarre, purtroppo il resto è diventato cliché che disturba e qualcosa nell'infradetto esprime cinismo di una Yoshimoto quale non sospettavo, adorante del soldo che consente l'acquisizione di un'identità intellettualoide, snob più che fashion e mi manca quel sogno narrante che manteneva il ritmo. La gestante – la protagonista - partorisce una bella bambina e... un'autrice ormai anziana (nel senso di persona tediosa) e oziosa...

di Pina D'Aria


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Insipido


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Banana Yoshimoto

Chie-Chan e io

Feltrinelli, Pag. 144 Euro 10,00

Kaori la voce narrante, accetta le condizioni impegnative di prendersi cura di sua cugina Chie-Chan rimasta orfana in età quasi adulta, per 300mila yen al mese. La coabitazione dà seguito a una tacita pausa dal tran tran quotidiano; introduce l'idea di comprensione che va oltre ogni spiegazione della propria natura, la quale si rivela con semplici gesti di reciprocità. Una lettura in chiave lesbica sarebbe del tutto fuori luogo. L'ambiguità sessuale delle due figure si collega alla tradizione shojo in cui la letteratura segna

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Banana Yoshimoto

Moshi Moshi

Feltrinelli, Pag. 206 Euro 13,00

Eccomi alle prese, ancora una volta, col romanzo di B. Y. : scrittura facile e scorrevole da gran scuola di shojo, insomma linguaggio sciolto, adolescenziale benchè non torrenziale, in veste di simulacro. Parole che cascano a fagiolo tra eventi e fantasmi, tra asserzioni pure e un aldilà che assomiglia alle abitudini di quartiere dell'occidente griffato, perché Banana se non cita gli hermes e i bigonzi della Moda non è contenta;

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Banana Yoshimoto

Le sorelle Donguri

Feltrinelli, Pag. 110 Euro 12,00

Scorre veloce la narrazione, leggera, e ci sembra che rispetto alle ultime prove della Yoshimoto (la quadrilogia del Regno, per intenderci) sia migliore. Guriko e Donko — molto unite, ma diversissime tra loro — sono rimaste orfane. Come sempre la scrittrice riesce a descrivere i distacchi che ci riserva la vita — morti, separazioni, viaggi… — in modo lieve, con una sottile vena di malinconia, che poi a ben vedere è il registro di tutta la narrativa di Banana Yoshimoto.

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Banana Yoshimoto

Il dolce domani

Feltrinelli, Pag. 112 Euro 12,00

Sayoko ha 28 anni quando scopre che la morte è a un passo da noi, sempre. Un incidente d’auto: lei rimane gravemente ferita (una barra di ferro le entra nel bacino), mentre Yoichi, il suo compagno, non ce la farà. È la fine di un grande amore e per Sayoko significa iniziare una nuova vita, una vita “ferita” come lo è quella del Re-Pescatore di cui lei sembra una sorta di rappresentazione femminile.

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