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RECENSIONI

Matsumoto Seicho

Il dubbio

Adelphi, traduzione di Gala Maria Follaco, Pag. 133 Euro 16.00
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Diceva Cartesio… Dubium sapientiae initium. Ovvero sia… il dubbio è l’inizio della conoscenza. Non me ne vogliano gli esperti del giallo/noir e nemmeno quelli che si vantano di discernere il bene dal male, ma non ho nessuna intenzione di spiegare un crimine giapponese con la cara filosofia latina.
Semmai mi chiedo: com’è possibile che Adelphi abbia preso una sbandata per questo autore giapponese che, è vero, è una sorta di totem della cultura asiatica, ma che non ci saremmo mai aspettati che diventasse, in questo ultimo periodo editoriale, tra gli autori più seguiti del catalogo milanese?
Tempo fa, almeno agli inizi di questo fantasmatico periodo, si era detto (ma a questo punto non so se per piaggeria) che Matsumoto poteva benissimo essere considerato il Georges Simenon della letteratura nipponica. E non solo perché, come lo scrittore francese, aveva alle sue spalle una produzione criminale di tutto rispetto (oltre trecento libri) ma anche e soprattutto perché la sua idea del giallo si avvicinava notevolmente a quella di Simenon.
Su quest’ultimo punto, anche se ho, personalmente, nei riguardi di Matsumoto più di un occhio di riguardo, avrei qualche obiezione… e nemmeno tanto minima. Simenon, accuratissimo conoscitore della cultura e della storia francese ed europea, costruiva la sua vicenda da dettagli inferiori per poi accrescere la sua conoscenza con rilievi definitivi; Matsumoto invece mi sembra che adoperi gli stessi meccanismi, come ho detto anche semplici situazioni, per poi spiegare solo il delitto, non soltanto il contesto.
Dico questo, anche se non voglio suggerire alcunché: ne Il dubbio l’inizio, come direbbe Cartesio, della conoscenza lo si ha solo dopo aver esaminato una chiave inglese di quindici centimetri e la scarpa del morto. E su questo si basa il tutto (veramente ci sarebbe un’ulteriore, ultimo, colpo di scena, ma solo per i più curiosi).
Ripeto: nonostante abbia precise idee sulla grandezza di Matsumoto, la produzione media dell’autore giapponese non è assolutamente comparabile a quella di Simenon.
E per questo mi sorge un dubbio.


di Eleon0ra del Poggio


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Gustoso


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