Racconti

Il negozio dei fogli di carta
Melanoma. Questo il nome della malattia che lo teneva inchiodato alla sedia di una sterile sala d’attesa dello Spedale Civile di Brescia. Da quando aveva quattordici anni non aveva mai perso una sola giornata di lavoro in negozio. Nemmeno la domenica quando abbassata la serranda, compilava i registri contabili, appoggiandosi ai tecnigrafi d’esposizione. Renzo era seduto e accartocciava una carta pregiata giapponese, che conteneva farfalle tra la filigrana. Tra il rumore della carta si srotolavano i ricordi.

Chiacchiere a noleggio
Se paghi il supplemento puoi scegliere il tipo di tono che terrò durante la conversazione. Al telefono, l’Anziana Signora chiede di essere moderatamente cinico. Cerco di spiegarle che è quasi impossibile moderare il cinismo, ma lei insiste parecchio. Dice che sì, vuole divertirsi, ma anche di andarci piano.

Lara
Arriva davanti alla porta, esita qualche secondo con le chiavi in mano e torna a specchiarsi: controlla che il rossetto non sia sbavato e che il tocco di matita sulle sopracciglia non le appesantisca lo sguardo. Prova un sorriso, lo cambia, mette su una faccia seria.

Maria Misericordiosa, Gioiosa et Amorosa
Dalla vetrina del bar, Pietro osservava l’edificio della Banca Gioiosa et Amorosa dove sarebbe entrato di lì a poco. Il cellulare squillò. Guardò stancamente il numero e riattaccò. Squillò di nuovo. Riattaccò. Quando la suoneria squillò ancora, spense il cellulare e cercò l’euro per pagare il caffè nel portafoglio consunto. Fece un sospiro e si incamminò verso la banca.

L’allevamento
Oggi torno da scuola e vedo il mio papà con un grosso regalo non vedo mio fratello. «Avanti scartalo!» Dentro c’è un bello nuovissimo gioco meccanico tutto splendente nel suo metallo nuovo nuovo. E i colori e la vernice dicono: «E dov’è il fra?». «Dai che è pronto da mangiare!» la mamma.

Innesti
Tutto è cominciato dagli occhi; a pensarci bene, la parte più semplice da replicare. Una camera, un disco di archivio per filmati e immagini, delle API(1) per collegarsi al sistema nervoso, un po’ di design nella realizzazione del bulbo oculare. E tac: il gioco è fatto.

Morte su Facebook
Era rassicurante, era rassicurante per quelli della mia generazione affermare che niente sarebbe mai durato, “oggi”. Oggi è passato, e invece ci sono cose che sono durate. Eravamo nell'era del digitale e pensavamo che la novità di oggi che ha cambiato il nostro stupido modo di vivere sarebbe poi scomparsa come si cancella un file dal proprio computer, o peggio come si scorre un contenuto sul nostro smartphone per poi dimenticarsene, e se te ne ricordi comunque non riesci più a trovarlo.

La coltellata
Quella notte sentivo Anna piangere. Non riuscivo a girarmi dall’altro lato del letto. Sapevo che la sua rabbia veniva da lontano, dallo stomaco, dal sangue. Fu l’unico momento in cui sospettai che lei sapesse qualcosa, ma non avevo il coraggio di dirle che questo qualcosa torturava anche me da tempo.

Dodici anni
M’è parso di sentire che ormai sono trascorsi dodici anni. Non ne sarei così sicuro. D’altra parte dentro di me il tempo scorre in una maniera tale che è difficile potersi raccapezzare. Da quel che sembra, fuori, fuori da qui, da me, sono passati tutti questi anni, davvero tanti.

La Casa
Nessuno si prende la briga di avvertirci. A quanto pare hanno indetto un qualche tipo di sciopero di categoria proprio il giorno della selezione. Terminata l’astensione al sevizio, l’informazione si perde tra i meandri delle procedure interne. Sta di fatto che fino al momento del colloquio finale rimaniamo all’oscuro di tutto; per dire, quando il telefono prende a squillare, Matilde è nel bel mezzo della lezione di disegno. L’intermediatore chiede dove diavolo siamo finiti. Tempo cinque minuti e dobbiamo essere dall’altra parte della città.
CERCA
NEWS
RECENSIONI
-
Rosa Matteucci
Lotteria delle anime
-
Antonio Talia
La stagione delle spie
-
Joan Samson
Il banditore
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
Hugo Wolf 1860 - 1903
-
Eleonora Del Poggio
Il poliziesco: “La morte in agguato” di Edgar Box (4).
-
Stefano Torossi
Gaspare Spontini 1774 - 1851
CLASSICI
-
Alfredo Ronci
Il peccato come rinuncia: “Il peccato” di Giovanni Boine.
-
Massimo Grisafi
Un piccolo capolavoro “La caduta” di Albert Camus.
-
Alfredo Ronci
Forse qualche dubbio: “Laguna” di Carla Vasio.
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
-
Marco Minicangeli
The Dangers in My Heart
RACCONTI
-
Harper J.Quinn
La Maschera
-
Leonello Ruberto
Letteratura senza scopo di lucro
-
Gabriele Micozzi
Il Capofficina
