Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Il Paradiso degli Orchi
Home » Racconti

Pagina dei contenuti


Racconti

immagine
Massimiliano Città

Dodici anni

M’è parso di sentire che ormai sono trascorsi dodici anni. Non ne sarei così sicuro. D’altra parte dentro di me il tempo scorre in una maniera tale che è difficile potersi raccapezzare. Da quel che sembra, fuori, fuori da qui, da me, sono passati tutti questi anni, davvero tanti.

immagine
Simone Quadri

La Casa

Nessuno si prende la briga di avvertirci. A quanto pare hanno indetto un qualche tipo di sciopero di categoria proprio il giorno della selezione. Terminata l’astensione al sevizio, l’informazione si perde tra i meandri delle procedure interne. Sta di fatto che fino al momento del colloquio finale rimaniamo all’oscuro di tutto; per dire, quando il telefono prende a squillare, Matilde è nel bel mezzo della lezione di disegno. L’intermediatore chiede dove diavolo siamo finiti. Tempo cinque minuti e dobbiamo essere dall’altra parte della città.

immagine
Massimiliano Città

Rue de Belleville

A Parigi l’inverno è più freddo se nulla hai per scaldarti la pelle. A Parigi dicembre è gelido con i senza tetto. Gli artisti di strada questo sono in fondo. Senza tetto. Gente senza un tetto stabile che accolga la loro fatica.

immagine
Marco Di Fiore

Vienna per due

Sosto sotto a un balcone, frugando nella borsa. La pioggia, adesso incessante, mi ha colto impreparato all'angolo di Corso Butera. Ho l'abitudine di portare con me, sempre, un piccolo ombrello, presente di amici ormai lontani. Lo tengo nelle viscere della tracolla, per l'evenienza dico sempre. E oggi l'evenienza è arrivata, finalmente.

immagine
Maurizio Donazzon

Una settimana fortunata

Erano le cinque, Serena dormiva dandogli la schiena. Dopo essersi rigirato tutta la notte tra le lenzuola, Giancarlo decise di alzarsi. Se fosse passato in ricevitoria all’apertura, l’attesa sarebbe terminata prima.

immagine
Davide Riossone

Per l'ostinazione di un pesce

Quando giunsero sul posto, il suo corpo era gonfio come se qualcuno ci avesse soffiato dentro per un’ora buona, e immobile quanto un pezzo di legno lasciato galleggiare sul pelo dell’acqua, trasportato dalla corrente, si potrebbe dire.

immagine
Massimiliano Città

Ania

Ania era una bambina dalla bellezza folgorante. Era venuta al mondo come un sospiro a rallegrare la vita dei genitori, per anni spenti in inutili tentativi d’allargare l’orizzonte della loro famiglia. Alfonso, attempato insegnante d’educazione musicale e Sandra, un tempo brillante mezzosoprano, entrambi discesi verso il declivio d’una grigia esistenza, avevano in un pomeriggio d’autunno risalito la china. Grazie a lei, la piccola Ania che, morbida come una candida nuvola bianca, s’era messa lì,

immagine
Simone Bachechi

Vibrare

Era la fine del millennio e tutti aspiravano a vibrare su una scala più alta. Non era una cosa avventista o millenarista, ma semplicemente era accaduta questa cosa per una qualche singolarità in quegli anni fra il 1997 e 1999, benchè fossero tutti questi dei numeri inquietanti.

immagine
Giovanna Piazza

La tigre

Una sera di pioggia, dopo molto vagare, un viandante dalla pelle di ambra trova rifugio in una casa. Quando ne esce la mattina seguente, s’imbatte in una schiera di strani figuri in divisa, appoggiati ai fucili proprio dinnanzi all’uscio.

immagine
Fiorella Malchiodi Albedi

Ad essere infelici sono buoni tutti.

Giorgio e Laura si sono presi un giorno di vacanza per festeggiare l’inizio della primavera. Naturalmente l’idea è stata di Laura, che ha spesso queste iniziative, come definirle, si chiede Giorgio, di ingenuo e ostinato ottimismo?

CERCA

NEWS

RECENSIONI

ATTUALITA'

RACCONTI

SEGUICI SU

facebookyoutube