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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

A.A.V.V.

Perso in tempo. Antologia di racconti

Arcipelago edizioni, Pag. 252 Euro 10,00
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Se posso, evito le antologie: sia di grandi autori, che di tematiche sfiziose o con l'aura della serietà (poveri noi!). Perché nel migliore dei casi sono raffazzonate per un pubblico alla ricerca del nome e del possibile evento e perché si sa, per la loro forzata eterogeneità, si rischia di trovare il bel racconto e la schifezza 'passata' per grande firma.

Necessitano eccezioni: sia perché, paradossalmente per le stesse ragioni di prima, c'è la possibilità che s'incappi in qualche pezzo da tramandare ai posteri (sempre più rara in verità), sia perché certe operazioni nascono da profonde esigenze di espressione.

Perso in tempo è una di queste: ma non lo dico perché sto recensendo il volume, né perché sollecitato da chissà quale urgenze di marketing (noi del paradiso degli orchi con urgenze di marketing? Ma allora non avete capito nulla!). Lo dico perché l'antologia (prefazione di Andrea G. Pinketts, che se proprio volete un consiglio, saltatele a piè' pari perché, come spesso succede, lo scrittore famoso col sigaro e con la fronte lucida dice fregnacce impareggiabili) si presenta come una necessità vera e propria di estrinsecazione e alle cui spalle c'è un lavoro, guidato dal professor Paolo Giovannetti, sorta di deus ex machina dell'operazione e che firma una post-fazione decisamente più riuscita, di un gruppo di studenti universitari accomunati dalla passione per la scrittura e quindi per la letteratura.

Anche Perso in tempo non è esente da pecche tipiche di certi progetti e di cui si diceva all'inizio: ci sono racconti riusciti (personalmente preferisco A bocca aperta di Danilo Potenza, inquietante rapporto tra un pittore e la figlia piccola, Guardami per sempre laddove sono assente di Hulda Federica Orrù, suicidio di uno (uno?) psicologo junghiano e soprattutto la prima parte di Buco nero di Michele Marcon) ed altri meno (chissà perché prediligo comunque la chiotta descrizione di alcune realtà a dei tentativi di letteratura semi-sperimentale - ma che ti vuoi sperimentare di questi tempi! - tipo Atto vocalico vichingo di Massimo Pignat e Talidomide di Giulio Tellarini che non mi convincono affatto).

Ma Perso in tempo si presenta tuttavia come una bella avventura (siamo già al secondo volume e presto ne vedremo un terzo) e i motivi sono evidenti: innanzi tutto il tentativo di allontanare sempre di più certe capacità letterarie dalle dinamiche editoriali del momento (ma avete visto come sono stati scelti i dodici nomi del premio Strega? Ci torneremo su), poi dà la possibilità a chi ancora 'conserva', nonostante l'ambiente, un amore sviscerato per la scrittura, di provare a proporre qualcosa senza l'assillo del rifiuto o del confronto con gli uffici stampa dei nostri editori che sono soltanto uffici-marketing (quelli sì!) di un sistema che ha ormai abbandonato la ricerca della qualità (ehi, ma dove sono finiti gli editor?) prediligendo la rincorsa del colpaccio e della tendenza.

Chi vuole contattare i 'responsabili' dell'antologia può farlo anche tramite Facebook. E' lì che li ho conosciuti, ed uno di loro l'ho pure intervistato.





di Alfredo Ronci


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Scrittori sommersi

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Insomma, si è capito bene, un coraggioso tentativo, da parte di chi coltiva la passione della scritture, di veder pubblicate le proprie cose al di là dell'interessamento delle grandi case editrici nostrane.

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Attenzione!Uscita operai. Racconti&canzoni

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Nonostante il giuslavorista Pietro Ichino, dalle pagine della Stampa e anche da quelle del Corsera, indichi in continuazione le strategie per risolvere la crisi del nostro paese, noi che abbiamo la puzza sotto il naso e ci guardiamo attorno, riteniamo che dare la parola a chi giornalmente subisce la condizione di lavoratore, o chi ne fa le veci per una sorta di solidarietà, possa essere infinitamente più costruttivo ed interessante. E non vogliamo disquisire sul concetto di turbocapitalismo che Liberazione sbandierava qualche giorno fa, dopo l'ennesimo incontro di Padre Veltroni, in odor di santità, con l'industriale di turno.

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India

ISBN Edizioni, Pag.192 Euro 18,00

Se dico India qual è la prima cosa che vi salta in mente? Non vorrei fare lo spocchioso o l'intellettuale (categorie di per sé antipaticissime) ma a me l'introduzione di Pasolini al suo L'odore dell'India: Penoso stato di eccitazione all'arrivo. La Porta dell'India. Spaccato, naturalmente fantasmagorico, di Bombay. Una enorme folla vestita di asciugamani. Moravia va a letto: mia esibizione di intrepidezza nell'avventurarmi nella notte indiana. La dolcezza di Sardar e di Sandar.
Vi chiederete perché: perché penso ancora al Moravia

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Piero Camporesi (Riga 26)

Marcos y Marcos , Pag. 375 Euro 24,00

Non vorrei disgustare i puristi, ma mi piacerebbe consigliare questo libro agli appassionati del truculento e dello splatter. A quelli che si beano soprattutto del primo Cronenberg, che adorano l'incubo lynchano Eraserhead, il soft core di Jesse Franco e la filmografia pulp giapponese con l'aggiunta di Takeshi Mike.
Direte perché. Lo lascio suggerire ad uno che ha conosciuto perfettamente Camporesi e ha capito l'impatto rivoluzionario della sua ricerca metodologica: Umberto Eco.

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A.A.V.V.

Temponauti

Mondadori, Pag. 355 Euro 7.90

Boomer. Cosa significa? Indica quelle persone che sono nate tra gli anni 50 e gli anni 60, e che quindi hanno vissuto anche il boom economico, che hanno una precisa idea della vita. E pure della cultura.

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