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RECENSIONI

Georges Simenon

Maigret a Vichy

Gli Adelphi, Pag. 174 Euro 9,00
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Fra il 1931 e il 1972 George Simenon ha pubblicato 75 romanzi e 28 racconti dedicati alle inchieste di Maigret. Questo che presentiamo ha essenzialmente due caratteristiche. La prima è che il ruolo, normalmente modesto, della moglie, qui assume dei connotati particolari (chi ricorda la figura essenziale e fascinosa di Andreina Pagnani nella riduzione televisiva italiana del commissario nei mitici anni sessanta?). Se ne accorge anche il curatore (non specificato) che, contrariamente alle edizioni tascabili Adelphi dove vige solo il minimo sindacale, qui scrive: Del resto, già in Maigret a Vichy, che è di alcuni anni prima (scritto nel 1967, appare a stampa l'anno seguente), la signora Maigret ha un ruolo di primo piano, e la sua è una presenza rasserenante e teneramente ironica. Ma c'è di più : proprio l'immagine della coppia formata dal commissario e da sua moglie è una delle chiavi che consentirà la messa a fuoco della personalità dell'assassino.

Un pochino azzardato, ma considerazione nonostante tutto valida, perché la presenza della signora Maigret è meno defilata del solito, ma considerando che il delitto fa riferimento a figli nascosti e a rapporti tra sorelle (tranquilli, non dico di più), i suggerimenti femminili, seppur modesti come nella tradizione, in questo caso forse valgono il doppio. Non aveva forse detto Simenon, in un'intervista, che il suo ideale di donna era proprio la signora Maigret? (Chiamalo fesso: una che ti stira, ti fa da mangiare, tiene perfettamente pulita la casa, non invade mai il territorio altrui, è rasserenante, mai competitiva e soprattutto si fa sempre gli affaracci propri, non è una delizia?).

L'altra particolarità del romanzo è, come si dice e si scrive in questi anni, la location: ma su questo l'appunto è personalissimo. E spiego.

Dopo l'occupazione nazista del 1940, la Francia fu sostanzialmente divisa in due parti: la zona nord con 'capitale'Parigi occupata militarmente dal terzo Reich e la zona centro sud, chiamata zona libera retta dal maresciallo Petain, quello che firmò la resa dei francesi, e che aveva come snodo politico-amministrativo la città di Vichy (da noi noto come governo o 'regime' di Vichy).

Perché dicevo che l'appunto è mio e personalissimo? Perché aveva fatto due conti (e sbagliati): considerando che Vichy era caduta nel '44 e il romanzo di Simenon è del '67, m'aspettavo di trovare nel romanzo qualche considerazione in proposito, o qualche traccia del più 'recente' passato.

Macché, nulla di tutto ciò. Per carità non è una critica: ripeto, alla 'vista' di Vichy avevo automaticamente legato una vicenda poliziesca a qualche strascico politico. Simenon si tiene a debita distanza. Costruisce una storia su un delitto che avviene in una cittadina dove si 'fanno le acque' (un po' come le nostre Chianciano e Fiuggi).

Storia ovviamente trattata alla sua maniera, con una discrezione ed un fascino sempre sottili (hanno ragione quelli che accostano Camilleri a Simenon, d'altronde il primo era direttore di produzione dello sceneggiato televisivo dedicato a Maigret con Gino Cerchi. E il cerchio si chiude).

Da leggere.



di Alfredo Ronci


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Gustoso


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Gli Adelphi, Pag. 165 Euro 10,00

Polemizzai qualche giorno fa, su queste colonne, con un giornalista del Corsera che recensiva male un libro addebitando all'autore un uso sconsiderato di luoghi comuni (vecchiaia, malattia, Shoah ecc). Replicavo dicendo che luogo comune non è se argomento sfruttato , ma scritto con cognizione di causa.
Dunque tutto bene.
Poi m'imbatto nell'ennesima proposta simenoniana dell'Adelphi (che si è ripromessa di pubblicare l'opera omnia dello scrittore francese. Della serie from here to eternity...).

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I fantasmi del cappellaio

Adelphi, Pag. 244 Euro 10,00

Su questa storia Simenon ci tornò su ben tre volte e, per un autore che ha fatto del 'buona la prima' un'innata virtù, forse può voler significare qualcosa. Ma rischieremmo di fare della dietrologia. Con lo scrittore francese siamo abituati ad un approccio più semplice, non per questo banale, perché come dice una mia amica, il pensiero è comunque complesso.
Però le notizie son queste: dal testo del racconto Il piccolo sarto e il cappellaio, scritto durante un soggiorno in Florida nel 1947, Simenon ricava una versione, Benedetti gli umili, che presenta, oltre a lievi interventi stilistici,

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Adelphi, Pag. 210 Euro 19,00

Insomma, un noir che pur non guardando all’attualità del tempo, è ancor di più pregnante e attuale, che trasforma la realtà in un ammasso inquieto e paralizzante e che disturba anche chi sin dall’inizio, in un gioco di rimandi e contro rimandi, è stato a sua volta disturbato ed ostracizzato.

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Adelphi, Pag. 377 Euro 18.00

Sono ormai decenni che Adelphi presenta Simenon e l’intenzione effettiva è quella di pubblicare l’opera omnia. Della serie: facciamo prima a contare i ceci, uno per uno, nelle ampolle dei vecchi programmi tv della Carrà.

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A margine dei meridiani

Adelphi, Pag. 223 Euro 16.00

Questo è il terzo dei reportages che Simenon scrisse tra il 1933 e il 1939. Noi abbiamo saltato il primo, ma abbiamo valutato il secondo e visto che, la bellezza di questo ci aveva affascinato (ça va sans dire), abbiamo deciso di continuare nella disamina.

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