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Il Paradiso degli Orchi
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I Classici

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Gianfranco Franchi

Il grido d'orrore di Evgenij Ivanovich Zamjatin

Il Novecento è stato un secolo buio: è stato il secolo delle guerre più atroci della storia dell'umanità, del potere soffocante, umiliante e disumanizzante d'una burocrazia ciclopica, e della trasformazione esplicita dello Stato in Regime dittatoriale, franco omicida della libertà dei cittadini e avvelenatore della loro coscienza. Ne siamo usciti indeboliti, spaventati e scossi, decimati e tuttavia illusi che il ritorno dei regimi ad apparentemente democratiche forme statali significasse il principio di una rigenerazione, e di un cambiamento epocale

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Alfredo Ronci

Splendori e miserie del signor G. (Che non è quello di Gaber).

La rubrica è dedicata a quei libri che per motivi vari (incuria, miopia, disinteresse, incomprensioni, buchi nell'acqua, atteggiamenti delinquenziali, ignoranza, leggi di mercato, tempo che passa?) sono finiti nell'oblio e che meritano di essere riproposti perché sono diventati, nonostante tutto, dei piccoli casi editoriali. Quindi... non vi aspettate che vi presentiamo i classici 'canonici, che so, Proust, Dostoevskji o l'ennesima edizione della Comédie Humaine di Balzac, ma quei testi che pur validissimi, se non addirittura capolavori, hanno sofferto un immeritato silenzio. Iniziamo con un romanzo straordinario di John Berger: G

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