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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Marco Minicangeli

Conti in sospeso

Giulio Perrone Editore, Pag. 190 Euro 12,00
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E il naufragar m'è dolce in questo noir, direbbe il recensore, appassionato di noir (che fa pure rima!), di fronte all'ennesimo noir (la tripla menzione è voluta, su!).

E io invece sorvolo, guarda un po'. Per un'innata propensione alla diversificazione e poi perché il terreno è ormai tanto battuto che si rischia non l'omologazione, ma la vera e propria rottura di palle.

Sorvolo per due motivi che ritengo, al di là dell'essenza nera del romanzo in questione, ancor più salienti.

Il primo: è un bel girovagar questo Conti in sospeso tra vie, viuzze e strade a scorrimento veloce della capitale . Una vera e propria toponomastica dei sentimenti, dove l'autore si relaziona non per facile turismo, ma per senso di appartenenza. Parafrasando Neruda...vede nella sua vita tutto ciò che vive. Perché, nonostante tutto, Roma è una citta viva e presente e giustamente alienata. E Minicangeli la soffre (bello l'episodio in cui l'investigatore che è davvero nel caos tuttavia s'indispettisce per un conducente d'auto incivile che ha parcheggiato selvaggiamente) e la ama allo stesso modo.

Conti in sospeso dunque evita l'errore madornale di una costruzione "metropolitana" assillata dalla presenza del contesto. E' evidente che c'è, ma in funzione del gioco letterario (per fare un paragone: Massimo Mongai con La memoria di Ras Tafari Diredawa -Robin Edizioni - ha costruito un noiosissimo giallo ambientato alla Garbatella, uno dei quartieri di Roma, a parte il centro, più vivibili, dove l'ordito sembra essere alle dipendenze di una necessità scenografica).

Il secondo: il politically correct. Che nella città del futuro leader del nascente partito democratico, per fortuna, è al di là del veltronismo di maniera. Si colgono, nelle pagine del romanzo, richieste insoddisfatte di cittadino, ancor più che di scrittore di finzione. Doveva essere un segno dell'ondata moralizzatrice in atto. Tutti Dio, patria e famiglia, almeno a parole, pronti a fare le crociate contro prositute e trans. La notte però cambiava tutto. (pag.103). Per carità, la scoperta dell'acqua calda, ma vuoi mettere comunque? Il mio stomaco era scavato dalla scure che aveva abbattuto un quartiere intero per far spazio a via della Conciliazione, alla pomposità fascista che stringeva patti con la chiesa. (pag.150). Per carità, ancora acqua calda, ma non leggevo una presa di posizione del genere dai tempi delle pagine anticlericali del buon Ernesto Rossi, almeno tra gli scritti "giovani".

Un passo della recensione però non può non andare alla materia, il noir appunto. Una tricotica professoressa della Sapienza, nel presentare il romanzo, s'è lamentata del fatto che sia stato giudicato troppo chandleriano. Come se, sempre aggiungeva la sospettabile trinariciuta, parlando di un esordiente italiano si chiamasse in causa Bontempelli.

Al di là del fatto che non ci troverei nulla di male, ma Conti in sospeso è straordinaria imitazione chandleriana, anche se lo stesso autore dovesse smentire e giurasse di fronte ad una divinità pagana (perché si sospetta costui devotamente laico) di non averne tenuto conto.

Non è un difetto sia chiaro. E' solo il corso del tempo e la tradizione che vuole gli anticipatori indicare la strada maestra. Come i Messia. E Minicangeli fa apolostato.

di Alfredo Ronci


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Gustoso


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