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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Massimo Carlotto

Cristiani di Allah

e/o, Pag. 208 Euro 15,00
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Vediamo di che si tratta: il libro è la storia di Redouane Rais, europeo e cristiano, ma fuggito dall'occidente che , per sentirsi più libero nella sua attività di corsaro rinnegato e per amore di un altro uomo, decide di abbracciare l'Islam. Non fu un caso isolato: tra il cinquecento e l'ottocento più di 300.000 cristiani abiurarono la propria religione, quasi sempre per fuggire dalla morsa controriformista e dalla prepotenza della Chiesa, per rifugiarsi dall'altra parte del mediterraneo.

Sembra incredibile, ma il protagonista del romanzo riesce a vivere la sua storia d'amore proibita in un contesto dove la passione in quel senso era legittimata da una sorta di zona franca del giudizio. Un illuminismo dalle varie sfaccettature che, guarda caso, terminò con la conquista dell'Algeria da parte dei francesi.

Il disco, vera e propria colonna sonora del libro, offre invece un assaggio corposo delle musiche delle genti che s'affacciano sul Mare Nostrum e che vedono la partecipazione, oltre che dello stesso Carlotto nell'introduzione recitata, di personaggi di sicuro mestiere e professionalità come Patrizia Laquidara (che porterà in giro per l'Italia il progetto insieme allo stesso scrittore), di alcuni componenti del gruppo Yo Yo Mundi e del sax soprano Maurizio Camardi.

E' evidente, come si diceva all'inizio, che l'opera non è soltanto il fluire di una vicenda emblematica, dunque assai importante dal punto di vista della ricerca storiografica, ma un vero e proprio programma di lavoro.

L'intento di Carlotto,crediamo, è stato quello di offrire, attraverso la rilettura di un periodo ben preciso e quasi mai affrontato per una sorta di rimozione socio-politica, (tanto meno affrontato dalla "finzione" o comunque dal romanzo), una serie di problematiche aperte all'approfondimento e alla discussione. Perché se il nocciolo della trama è appunto l'itinerario esistenzial-sentimentale di Radouane Rais, intorno a lui si muovono personaggi e situazioni che richiamano argomentazioni anche di assoluta modernità (al di là del ribaltamento prospettico di tutto il libro che ci pone di fronte ad un mondo "moderno" che agli occhi "moderni" appare vecchio e conservatore... ma la differenza ed il confronto tra le due "parti" non sono poi così automatici):.mi vien da pensare a Pedro de Choya una sorta di anatomopatologo ante-litteram che ruba cadaveri per poter studiare il corpo umano perché in occidente una pratica simile non sarebbe possibile, o alla condizione della donna che allora come adesso, nelle società islamiche, era prepotentemente sottomessa al potere del maschio-padrone.

Insomma un Carlotto meno noir, ma più indagatore della Storia: ma a questo punto ci si chiede a cosa servano le categorie e soprattutto se questo possa essere considerato "semplicemente" un libro.




di Alfredo Ronci


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Gustoso


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Edizioni E/O, Pag.153 Euro 15,00

Sere fa ho assistito in tv all'intervista che Fabio Fazio ha fatto a Pietro Ingrao. L'ex presidente della camera, alla fine di essa, in un impeto quasi giovanilistico e salutando un amco in sala, si è lasciato andare al pugno chiuso. I latini avrebbero detto superflua non nocent (del significato di superflua, come ci insegnavano a scuola di non tradurre mai le parole latine col significato di quelle italiane, varrebbe indicare le cose in più). Noi potremmo dire: ma viva la faccia.
Si era disquisito in precedenza di essere comunisti, ora, nel 2006, e del suo significato (...)

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Massimo Carlotto

L'amore del bandito

e/o, Pag. 191 Euro 15,00

Ogni volta che mi trovo di fronte un prodotto a firma Carlotto (e mica scrive solo romanzi!) mi chiedo dove trovi lo scrittore padovano il tempo per fare tutte le cose.
'Partorisse' solo noir, beh, ci starei pure: invece te lo ritrovi a programmare e a pubblicare in condominio (Perdas de fogu), sceneggia per il cinema (Il fuggiasco, Arrivederci amore, ciao), ha fatto teatro (Polvere, Più di mille giovedi...) edita Cristiani di Allah che era pure un progetto musicale.

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Massimo Carlotto

Alla fine di un giorno noioso

e/o, Pag. 177 Euro 17,00

Forse dirò una sciocchezza.
Vediamo: ho l'impressione che da un po' di tempo a questa parte il noir sia come il cane che si morde la coda. Tralasciando per un momento la questione dell'invasione del mercato (beh sì, dovunque ti giri in libreria ti ritrovi davanti non singoli libri, ma intere collane di noir al punto tale che sorge spontanea la domanda: ma vuoi che si stia raschiando il barile?), quel che salta agli occhi è invece la dinamica del fenomeno.

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Massimo Carlotto

Respiro corto

Stile libero Einaudi, Pag.201 Euro 17,00

Il bello sta proprio lì: se sei un apristrada devi stare con le antenne puntate e tenere il campo, altrimenti gli imitatori fanno presto a sostituirti. Crediamo di non esagerare nel dire che Carlotto è stato un antesignano del noir, antesignano quando il genere ha assunto precise connotazioni: da quel momento il profluvio di ammazzamenti.
Noi orchi siamo stati i primi a parlare del fenomeno (chi ha pazienza e tempo si cerchi il Paradiso cartaceo e la mia profonda analisi del noir in tre puntate!)

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Massimo Carlotto

La via del pepe. Finta fiaba africana per europei benpensanti.

e/o, Pag. 41 Euro 9,50

Dagli impicci noir alle tentazioni suicide di giovani e conturbanti donne della società borghese (è da un po’ che mi lambicco il cervello su questa vicenda e sul perché Carlotto vi abbia scritto una storia, ma oltre un senso innato per l’analisi del testo non ho trovato nulla. Chissà, forse mi sfugge qualche nuova brillante intuizione dello scrittore).

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Massimo Carlotto

Per tutto l'oro del mondo

E/O, Pag. 183 Euro 15,00

Ditemi il perché Carlotto insiste con un personaggio come l’Alligatore. Intanto diciamo agli incolti cos’è, anzi, chi è l’Alligatore. E’ una sorta di investigatore privato, in realtà un pezzo unico della malavita del nord

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