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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Roberto Bolaño

Il gaucho insopportabile

Adelphi, Traduzione di Ilide Carmignani, Pag. 160 Euro 18,00
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Ultimo libro consegnato alle stampe da Bolaño, quasi un testamento spirituale (così ci viene suggerito) si presenta come una raccolta eterogenea in cui sono riuniti cinque racconti e due conferenze. Il racconto che dà il titolo al libro è la storia di un avvocato di Buenos Aires che a seguito della crisi economica va a rifugiarsi in una sua proprietà sperduta nella pampa. Dedito prima alla professione forense e poi alla letteratura, trova infine in questa soluzione di ripiego inaspettati orizzonti. Soprattutto, raschiata via la vernice cittadina, lascia emergere aspetti inediti e un po’ selvaggi della sua natura. In città, dove torna per necessità ogni tanto, lo vedono ormai come un estraneo vestito mezzo da gaucho e mezzo da cacciatore di conigli. La scrittura quasi frettolosa ma irresistibilmente magnetica trascina il lettore verso l’inevitabile conclusione. Inevitabile non perché sia l’unica possibile, ma perché una serie di elementi e di fatti semplici e apparentemente banali si inanellano in un vortice così stretto da stritolare qualunque (pure implicita, eccome!) considerazione esistenziale. Succede, e alla fine non poteva che essere così.
   Il poliziotto dei topi è un racconto giallo, se vogliamo, ma del tutto particolare, perché il titolo è da prendere alla lettera. Così con tutta naturalezza (Bolaño dà l’impressione di ridere restando serio) ci troviamo a seguire le mosse e i ragionamenti di un topo poliziotto.
   L’unica cosa certa è che diventai poliziotto e fin dal primo giorno mi dedicai a vagare per le fogne, a volte in quelle principali, quelle dove scorre l’acqua, a volte in quelle secondarie, dove si trovano le gallerie che il mio popolo scava senza sosta, gallerie che servono per accedere a nuove fonti alimentari o che servono unicamente a scappare o a mettere in comunicazione labirinti… 
   Il topo in questione ha poi il privilegio di essere il nipote della cantante Josephine, topolina immortalata da un racconto di Kafka: gustosa citazione fra le tante che l’Autore si diverte a disseminare qua e là.
   Non si può fare a meno di citare, fra gli altri, Il viaggio di Alvaro Rousselot, racconto percorso da una finissima vena surreale, in cui uno scrittore parte in cerca di un regista che sente legato a sé da un inspiegabile e inquietante legame, come fosse il suo doppio. Un riferimento forse al Sosia di Dostoevskji, ma vicino soprattutto alle atmosfere dell’amato Borges.
   Agli scritti che chiudono il libro Bolaño affida le sue riflessioni acute e amare. Nell’uno affronta il tema della malattia e della morte, così urgente per lui, ma senza pietismi, anzi facendo della sua condizione estrema uno strumento di incisione, un bisturi per dissezionare la natura umana nelle sue implicazioni antropologiche e culturali, così che saltando fra gli argomenti con piroette acrobatiche finisce ovviamente per parlare di letteratura. Nell’altro affronta la letteratura in modo diretto, esaminando senza pietà lo stato dell’arte, e smascherando mode e debolezze, vanità e successi gonfiati. Abbraccia nel farlo la totale libertà di chi non deve rendere conto a nessuno. E nemmeno illudere se stesso con bugie pietose.
   Se potessimo crocifiggere Borges, lo crocifiggeremmo. Siamo gli assassini timorosi, gli assassini prudenti. Pensiamo che il nostro cervello sia un mausoleo di marmo, quando in realtà è una casa fatta di cartone, una baracca persa fra un terreno abbandonato e un crepuscolo interminabile.
   E finisce per concludere:
   Tutto porta a pensare che non ci sia via d’uscita.

di Giovanna Repetto


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Gustoso


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2666

Adelphi, Pag. 433 Euro 19,00

Credo che La letteratura nazista in America di Bolaño sia uno dei libri più stimolanti ed intelligenti che mi sia capitato di leggere. Come orco poi non potevo non apprezzarlo dal momento che l'arte della pseudobiblia ci appartiene e lo scatto d'ingegno dello scrittore cileno, a ben vedere, può davvero competere con precedenti illustri, a cominciare da Borges.
Ma tutta la produzione offre spunti a non finire:

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I detective selvaggi

Sellerio, Pag. 816 Euro 16,50

A voler essere onesti fino in fondo, mi dovrei tenere alla larga, il più lontano possibile, dal parlare di questo libro.
Una recensione richiederebbe, se non freddezza, un certo distacco. Certo, una critica non dovrebbe diventare mai e poi mai un'operazione chirurgica capace di dividere e analizzare il libro, il corpo sul lettino, nelle sue infinitesimali parti: ora la lingua, l'inventiva, la costruzione etc... No, la letteratura, fortunatamente, quando è importante, ti rimane dentro come uno spirito evocato a modellarti l'anima

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Roberto Bolaño

2666

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Somiglia a una bibbia. Ho qui tra le mani la nuova edizioni Adelphi, che racchiude in un unico tomo 2666, e mi viene in mente una bibbia.
Certamente, riacquistare un romanzo che già si possiede equivale ad un atto di fede, o ad un atto feticista di cieco piacere. E del sofferente piacere di parlare di Roberto Bolaño ho avuto già occasione di scrivere nelle pagine del Paradiso. È un compito enorme, se non impossibile, accingersi a scrivere una recensione di 2666

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Tra parentesi

Adelphi, Pag. 379 Euro 29,00

La letteratura è una malattia. Scrivere è una malattia.
Non si parla dello scrittore maledetto, del martirio, dell'ascetismo o altri metodi per arrivare in cielo, ma più semplicemente di un destino o un demonio che puoi o meno seguire, o al contrario decidere di combattere o raggirare (mettendo su per esempio una tua casa editrice); le lettere, prendendo forma e forza con ogni nuovo libercolo, non si accontentano di tracciare una via, ma tracciano le esistenze, le incidono come solo può fare una grande gioia, un dolore,

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Amuleto

Adelphi, Pag. 141 Euro 15,00

Il vecchio monaco dell'Hagakure raccomandava di non essere mai stanchi di sentirsi ripetere sempre la stessa storia, perché non si può sapere quando questa diventerà per noi un'esperienza. Non si può sapere quando, e nemmeno perché. Un racconto, come un sogno, in fondo è qualcosa che ci viene dagli altri e che nemmeno ci presuppone, però, per noi, rimane una delle poche possibilità di un'esperienza reale, e magari radicale. Solo non sappiamo come, perché e quando questo avvenga.

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Roberto Bolaño

Il Terzo Reich

Adelphi, Pag. 325 Euro 20,00

Hai voglia a dire. Si fanno tante chiacchiere sulla letteratura e sul suo stato di salute. Si fanno tanti discorsi sulla possibilità di trovare vie d'uscita alla situazione stagnante e corriva della narrativa contemporanea e sull'eventualità, quasi miracolistica, di fare i conti con scrittori capaci ed innovativi e poi di punto in bianco ti capita un libro nel senso più classico del termine (anche con le sue differenziazioni), con una storia semplice e coinvolgente, ed ecco che i pruriti 'intellettualistici si placano e trovi la pace dei sensi.

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Roberto Bolaño

I dispiaceri del vero poliziotto

Adelphi, Pag. 304 Euro 19,00

Mi capita ogni tanto di fare un sogno, quello dove trovo migliaia di monetine disseminate su un prato, che io raccolgo ovviamente con lena fino a riempire bisacce intere: e la raccolta non ha mai fine, perché il soldo è sparso ovunque e in ogni direzione.
Ecco, la letteratura di Bolaño mi ricorda il sogno: come il denaro, nell'attività onirica, una volta parzialmente raccolto diventa del tutto inutile, così la letteratura di Bolaño risulta in parte inessenziale. Come una donna esageratamente in carne: troppa. E dunque accanto ad aspetti positivi, riscontro nell'opera dello scrittore cileno aspetti negativi.

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Roberto Bolaño

Chiamate telefoniche

Piccola Biblioteca Adelphi, Pag. 271 Euro 14,00

Sono venuto ad una conclusione: c'è qualcosa che mi impedisce di capire perfettamente Bolaño. Credo che sia colpa mia e soprattutto per una sorta di idiosincrasia che negli ultimi tempi m'ha neutralizzato l'interesse per la letteratura sudamericana (il colmo? Una resistenza quasi insofferente alle speculazioni borghesiane). Ad essere sinceri il lavoro che più ho apprezzato dello scrittore cileno è stato La letteratura nazista in America che tutto si può dire meno che sia un romanzo (o un romanzo fiume come può capitare appunto per Bolaño) e che invece rinverdiva la tradizione della pseudobiblia.

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