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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Georges Simenon

La casa dei Krull

Adelphi, Pag. 210 Euro 19,00
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Aveva attraversato una parte della Germania, il Belgio, il nord della Francia. Era approdato in una giuncaia tra un fiume e un canale e si era stabilito lì, semplicemente, senza nemmeno porsi la questione, come gli ebrei si erano fermati dopo aver raggiunto la Terra promessa.
Chissà, forse non si accorgeva neanche di essere straniero… Aveva continuato a usare la lunga pipa di porcellana, aveva mantenuto la sua religione, le sue abitudini. Parlava il dialetto del suo paese, nel quale si inserivano via via parole francesi, e i suoi stessi congiunti avevano dovuto familiarizzarsi con quello strano linguaggio.
Qualcuno di voi dirà: ha ancora senso parlare di Simenon e dei suoi libri? E’ come chiedersi se vale ancora la pena pubblicare le sue storie (a questo punto voglio vedere che fine fa Adelphi… e molti altri con lei). In realtà vale la pena soffermarsi sulla questione perché Simenon ha sempre anticipato le dinamiche e si è posto nella giusta direzione di scorgere qualcosa che altri (e non solo scrittori) non avevano nemmeno lontanamente intuito.
La casa dei Krull non è un Maigret (e vale la pena dirlo anche se per alcuni la sostanza non è nemmeno affrontabile), ma è sempre un noir di fattura sopraffina. Nel senso che nella disgrazia e nel delitto Simenon fa affiorare dubbi e conseguenze di una società in perfetto movimento, ma non per questo, a volte, saggia e consapevole. E quel che esce fuori (delitto che avviene in un piccolo porto vicino alla casa di tedeschi in Francia… e attenzione… c’è di tutto nel romanzo, ma non c’è la guerra anche se siamo nel 1939) è un romanzo profetico e ben strutturato, dove a far la parte della vittima oltre alla persona uccisa, è il cugino dei Krull, ospite tanto inquietante e imbarazzante, che è sì sfaccendato e approfittatore ma anche diverso dagli stessi Krull e diverso dalla morale e dall’etica del posto.
Insomma, un noir che pur non guardando all’attualità del tempo, è ancor di più pregnante e attuale, che trasforma la realtà in un ammasso inquieto e paralizzante e che disturba anche chi sin dall’inizio, in un gioco di rimandi e contro rimandi, è stato a sua volta disturbato ed ostracizzato.
Dice uno dei tedeschi: “Ho detto la verità. Non sono mai stato capace di mentire.
“Come mai non hai avvertito la polizia?”
“Perché la polizia non ci può soffrire, come del resto l’intero quartiere, come i miei compagni di università, come tutti insomma…”
Ecco perché ancora si parla di Simenon.

di Alfredo Ronci


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Georges Simenon

Maigret a Vichy

Gli Adelphi, Pag. 174 Euro 9,00

Fra il 1931 e il 1972 George Simenon ha pubblicato 75 romanzi e 28 racconti dedicati alle inchieste di Maigret. Questo che presentiamo ha essenzialmente due caratteristiche. La prima è che il ruolo, normalmente modesto, della moglie, qui assume dei connotati particolari (chi ricorda la figura essenziale e fascinosa di Andreina Pagnani nella riduzione televisiva italiana del commissario nei mitici anni sessanta?). Se ne accorge anche il curatore (non specificato) che, contrariamente alle edizioni tascabili Adelphi dove vige solo il minimo sindacale

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Il gatto

Gli Adelphi, Pag. 165 Euro 10,00

Polemizzai qualche giorno fa, su queste colonne, con un giornalista del Corsera che recensiva male un libro addebitando all'autore un uso sconsiderato di luoghi comuni (vecchiaia, malattia, Shoah ecc). Replicavo dicendo che luogo comune non è se argomento sfruttato , ma scritto con cognizione di causa.
Dunque tutto bene.
Poi m'imbatto nell'ennesima proposta simenoniana dell'Adelphi (che si è ripromessa di pubblicare l'opera omnia dello scrittore francese. Della serie from here to eternity...).

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Però le notizie son queste: dal testo del racconto Il piccolo sarto e il cappellaio, scritto durante un soggiorno in Florida nel 1947, Simenon ricava una versione, Benedetti gli umili, che presenta, oltre a lievi interventi stilistici,

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