Racconti

A un passo dalla fine
Ad attirare l’attenzione di George è l’enorme insetto immondo. Se ne sta quasi sdraiato in poltrona e si guarda intorno impaurito muovendo nervosamente le zampette. Anche la ragazzina cianotica seduta vicina alla finestra non lo lascia tranquillo, anzi lei gli mette decisamente i brividi: ha il viso gonfio e viola e il vestito zuppo.

Mani
Non potendo sopportare un mondo, divenuto da tempo il regno dell’odio, i baci e gli abbracci preferirono partire per rifugiarsi in Paradiso: ecco perché dismisero con sollievo sia noi e i nostri corpi (intenti a delitti recidivi, fra cui gli stupri assassini), sia le nostre labbra (suggelli continui di patti aberranti, ad esempio mafiosi) abbandonandoci al destino che purtroppo ci attendeva.

L'uomo-scoglio
Non erano le onde a spaventarlo, si era abituato presto a resistere alla loro potenza, reggersi con le dita alle scanalature della roccia o piegarsi di lato quando venivano quelle più forti. Opporre resistenza o accompagnare il loro movimento ormai gli veniva naturale

Il volto perduto
Fu lo scostare del sonno su un angolo delle tende, a far sì che la molteplicità dei mondi in moto prima del mio, potessero accedere ai miei occhi.

Il dipinto magico
I miei sono mancati quando avevo otto anni. Sono cresciuto in una casa-famiglia. Fra la loro dipartita e il periodo cogli altri orfani ho vissuto per due mesi da un professore di lettere e sua moglie. Ospitavano ragazzi nei periodi di transizione. Non avevano figli.

Cronache dal “Progetto NO”
“Buonasera; sono il7 e sono umilmente deputato a divulgare a spizzichi e bocconi le cronache del Progetto NO, un fantomatico protocollo di ricerca scientifica finalizzato a impastare ciò che resta dell'umanità e della società con un torvo armamentario di impicci schizoidi, non di rado con effetti ridicoli da pessimismo cosmicomico.

Disneyland
Sembra che questa strada non debba finire mai, con la camionetta che sobbalza ad ogni buca. E le buche sono tante. Alberi da una parte, alberi dall’altra. I marinai dicono che in mezzo al mare a volte c’è da impazzire, ma anche qui non si scherza. Il tuo compare guida, stringendo fra i denti uno stecchino.

Sosta a Roscoff
Baak si era coperto all’inverosimile. Aveva svuotato lo zaino per vestirsi con ogni cosa avesse potuto salvarlo dal freddo, e ora se ne stava su una panchina con un’espressione terribilmente crucciata. Io camminavo su e giù davanti a lui e guardavo verso il porto.

Il segreto dello scrittore
Quando uscii dal bagno la trovai addormentata sul divano. Aveva una coperta e probabilmente sotto era ancora nuda: e pensare che due ore prima ero in coda al supermercato a parlare con una sconosciuta.

For absent friends *
Certe volte mi sembrava di sentire la sua voce ma veniva da lontano, attutita. Da attraverso un muro, dalla casa di un vicino, forse, o addirittura dalle condutture del palazzo. Tentavo di decifrare quella voce, ma più sforzi facevo più lei si allontanava.
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