Cinema e Musica

I Two Moons suonano come grandi band internazionali anni'80, ma sono pienamente Made in Italy.
Quando attaccano le note di Welcome to my Joy, brano di apertura di Elements, secondo album di questa sorprendente band italiana, si rimane a bocca aperta. In tutta sincerità non credevo in Italia ci fosse gente che sapesse suonare a questo livello.

Toto XIV è la dimostrazione che i Toto sono immortali. Nonostante la sfiga che li perseguita.
La maledizione dei Toto continua. Dei sette membri della band originale formatasi negli anni'70, tre sono morti. Due sono i fratelli Porcaro, Jeff e Mike, morti a distanza di quindici anni. Mike è deceduto nel marzo di quest'anno.

Il signor Marilyn Manson è di nuovo posseduto dal sacro fuoco. Del blues e del rock.
Il belzebù del rock è invecchiato bene. Brutto prima, brutto adesso. Stesso fuoco, stessa carica, stesso tasso di cattiveria. Solo che il termometro in questi anni è stato misurato dal suo rendimento artistico. Gli anni'90 e la consacrazione. I primi del duemila e il declino.

Travel piece con accorgimenti calipso.
Little Freddy King nasce nel non lontanissimo 1940 e oggi propone un pensiero di benessere blues. Bad bad Julie è lo strasblues d’inizio che si coniuga agli altri brani con l’identica vena di un sound e un autentico gusto alla Louisiana comes back, se vi pare poco…

I blues di Jorma Kaukonen
Ex Hot Tuna o Jefferson, poco importa, Jorma Kaukonen si ripresenta su un palco di assi traballanti eppure, certo di non aver fretta, né frenesie. Nobody Knows you when you are down and out, che definirei pezzo di appartenenza a uno smooth & traditional rag style

Cerimoniale incontro con la natura.
Comincio dalla psykedelic lady che parte da un’idea di cerimoniale incontro con la natura: un magico albero regala simboli, rami o tentacoli, che nell’ascendere verso il cielo ci ricollegano ad un universal style of life, a radici fluttuanti tuttavia sicure…

La dolce cupezza di Simone Olivieri, e il suo farmaco rasserenante.
Piccoli grandi esordi s’affacciano sul teatrino musicante del Bel Paese. Mentre s’appresta San Remo con la sua raffica di De Filippiche crudeltà, nei meandri dell’underground (che chissà se è mai esistito) sboccia un fiore del male di vivere dosato come farmaco della gioia.

I dischi più belli del 2014
Non poteva mancare una piccola classifica dei dischi migliori del 2014. Nessuno sarà d'accordo, figuriamoci, ma a noi piace così. E a morte le resistenze!

BIG MUSIC, nomen omen per il ritorno dei Simple Minds. Grande musica.
E chi se lo aspettava. Dopo averli visti in concerto alla Cavea dell’Auditorium romano quest’estate ho pensato che fossero sì ancora un bel gruppo ma parecchio sul viale del tramonto. Solo i vecchi pezzi riuscivano a scaldare un pubblico che, evidentemente, dagli inizi degli anni’90 li aveva seguiti ben poco.

La fine dei Royksopp, che avremmo voluto evitare. Soprattutto dopo un capolavoro come il nuovo, e ultimo, album.
Dicono che siccome in Norvegia fa freddo, è la musica elettronica quella che si addice di più ai geni dei musicisti. Quindi se in Africa ballano al ritmo dei tamburi e della Natura fatta di carne sudore a sangue, nel nord del mondo tutti i creativi sono pronti a staccarsi dal corpo e a far viaggiare l’anima a bordo di navicelle fatte di pensiero puro e synth.
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