I Classici

Ma chi era esattamente costui?: “Giochi da ragazzi” di Bino Sanminiatelli.
Questa la devo proprio raccontare. Qualche anno fa, un collaboratore della rivista (in realtà un ottimo e soddisfacente aiuto nella direzione della stessa), parlando della nuova rubrica letteraria che avevamo intenzione di portare avanti (“I classici” appunto)

Sembra sempre la stessa attesa: “Barnabo delle montagne” di Dino Buzzati.
Buzzati non è mai stato un nome che si definisse correttamente. Voglio dire: un Leopardi sì, un Manzoni sì, un Moravia ancora meglio, per non parlare di Pavese o di Fenoglio. Ma Buzzati no. Ma soprattutto perché?

Sono state dette troppe cose: “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Sarò una persona un po’ strana (letterariamente un po’ strana) ma riguardo al capolavoro di Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo appunto, vorrei iniziare il mio contributo con un cenno che, per carità lo dico giusto per dire, non credo sia mai stato affrontato da altri recensori (o critici). Cenno che però riguarda sempre motivi letterari.

Un onesto raccontatore di tragedie: “Gli occhiali d’oro” di Giorgio Bassani.
Dicevamo a suo tempo (il tempo di ricordare Il giardino dei Finzi Contini): perché mai, pur affrontando situazioni ed argomenti così delicati, il Bassani fu accusato di trascinare la letteratura italiana verso sponde culturalmente di grido?

Un genio a volte incompreso: “La vita agra” di Luciano Bianciardi.
Ma chi era Bianciardi? Nato a Grosseto nel 1922, pubblica La vita agra nel 1962. Ex azionista e distratto fiancheggiatore del PCI

La bambina che sorride alla guerra: “Il cielo cade” di Lorenza Mazzetti.
Si può sorridere alla guerra? Si può continuare a giocare mentre tutto intorno il mondo va completamente a pezzi? Da quello che abbiamo letto in questo libro e anche “decifrato” sembrerebbe di sì.

Cosa offriva ancora il maestro? “Il buffo integrale” di Aldo Palazzeschi.
Buffi sono tutti coloro che per qualche caratteristica, naturale divergenza e di varia natura, si dibattono in un disagio fra la generale comunità umana; disagio che assume ad un tempio aspetti di accesa comicità e di cupa tristezza

Una “sperimentale” forse poco sperimentale: “Il grande angolo” di Giulia Niccolai.
La citazione in prima di copertina forse dice tutto: La lucida, scabra, moderna storia segreta di una donna che vede e che si vede come nel mirino d’una macchina fotografica. Il Nilo, una villa sul lago, New York e l’America sono i luoghi.

Un fine autore: “Il corpo della ragassa” di Gianni Brera.
Trentadue anni fa moriva, in un incidente automobilistico, Gianni Brera. Chi, soprattutto quelli che hanno una certa età, può dimenticare quel personaggio così curioso, quasi intrepido, ma intelligente e soprattutto singolare nelle sue dispute sportive e non?

Un perfetto gentiluomo: “I milanesi ammazzano di sabato” di Giorgio Scerbanenco.
Bellissima. Duca sfogliò, una dopo l’altra, come carte da gioco, le fotografie, bellissime anche tecnicamente: un dolcissimo viso di giovane donna, un viso da bellezza svedese,
CERCA
NEWS
-
16.10.2026
Mattioli 1885
Thomas Wolfe - Angelo, guarda il passato. -
16.10.2026
Sellerio
Gonzalo Maier - Leggere e dormire -
16.10.2026
Adelphi
I.J.Singer - Sulle rive del Mar Nero
RECENSIONI
-
Mimmo Cervellino
Fino alla radice del cuore. Poesie 1972-2005
-
Sergej Dovlatov
Straniera
-
Claire Lynch
Una questione di famiglia
ATTUALITA'
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: "A futura memoria" di Didier Daeninckx (12)
-
Stefano Torossi
Milij Balakirev 1836 - 1910
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: "Qualcuno ha bussato alla porta" di Ezio D'Errico (13)
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
Il mondo dopo la fine del mondo.
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
RACCONTI
-
Alessandro Meoni
Poliziotte in visone
-
Massimiliano Città
Rue de Belleville
-
Massimo Allevato
I cinque minuti di Adamo Cova
