I Classici

Il volere e il non volere: “Deposito celeste” di Carlo Villa.
Nella mia personale Storia della letteratura italiana, Carlo Villa è indicato come uno tra gli altri narratori sperimentalisti.

Il grande Sergio Tofano senza il signor Bonaventura: “Il romanzo delle mie delusioni”.
Chi come me sta ormai cavalcando un bel botto di anni, non può non soffermarsi su il ricordo di una serie televisiva degli anni ’60: Il giornalino di Gianburrasca.

Un modus vivendi che pesa: “Dalla parte di lei” di Alba De Cespedes.
Non possiamo immaginare quali siano state le intenzioni della Mondadori di ripubblicare un’edizione, peraltro cortesemente introdotta da Melania Mazzucco, del romanzo della de Cespedes. Forse per via di elementi che portano i lettori a confrontarsi, anche duramente, con l’oggi e la situazione sociale della donna, ma capovolti?

Un bel gesto del vivere: “In questa notte del tempo” di Vincenzo Vitale.
Non è facile scrivere qualcosa quando a chiederlo è uno scrittore di gran classe. Di più: non è facile star dietro ad una storia morale di forte simbolismo civile e non travolgere l’ideologia di un uomo che ha saputo più di tutti definire il concetto di nemico e soprattutto il concetto di guerra.

L’ossessione dell’uomo moderno: “Il circolo Otes” di Giuseppe D’Agata.
Iniziamo questa recensione correggendo un errore. L’errore è di chi ha fatto la presentazione del libro dicendo: “Il grosso pubblico lo ha imparato a conoscere dopo il successo de Il medico della mutua (Feltrinelli 1964) dal quale Luciano Salce sta ricavando un film, che avrà come protagonista Ugo Tognazzi”.

La parodia e l’inganno: “Nostra signora dei turchi” di Carmelo Bene.
Il romanzo uscì nel 1966 e i più informati dicono che si rinchiuse nella sua casa per molti giorni fino all’esaurimento delle sue forze e alla realizzazione di quello che, dati i tempi, molti tentarono di inserirlo nel filone dell’avanguardia.

Un diciottenne con stile: “L’Altrieri” di Carlo Dossi.
Certo è abbastanza evidente la personalità inquieta e nevrotica dell’autore. Autore che, forse piegato dalle sue stesse inquietudini, decide, nel 1881, di ripubblicare il suo diario, l’Altrieri appunto, del 1868.

Un segno della tragedia che verrà: Vamba e il “Giornalino di Gianburrasca”.
Secondo voi, quale furono le intenzioni di Vamba (Luigi Bertelli), nel momento in cui uscirono le prime copie del suo famosissimo libro?

Un signore dall’aura inconfondibile: Alberto Carossi e il suo “Un ballo dagli Angrisoni”.
C’è un dubbio, anzi una negligenza, che assale le persone che si dedicano, con un po’ di coraggio e anche con un certo amore, alla nostra letteratura e soprattutto al periodo che va dal 1920 al 1945.

Un verista dimenticato: Mario Pratesi e ‘L’eredità’.
Quando si parla di verismo, per noi italiani l’unico protagonista assoluto è Giovanni Verga. Per carità, nulla da obiettare, ma si sa che una moda, una tendenza, addirittura una scuola, diventano più grandi e incisive se accanto ad un maestro riconosciuto attorno a quell’aura di concretezza sopravvivano altre figure di marcata validità.
CERCA
NEWS
-
7.05.2026
La nave di Teseo
Caducità di Sandro Veronesi. -
7.05.2026
Adelphi
Autocronologia di Alberto Arbasino. -
7.05.2026
La Lepre edizioni
Pentadrammi. Vite semiminime di musicisi di Stefano Torossi.
RECENSIONI
-
Elvio Carrieri
Poveri a noi
-
Emmi Itaranta
La memoria dell’acqua
-
Diego Lama
Il sangue degli architetti
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
Johamm Joachim Quantz 1697 - 1773
-
Stefano Torossi
Alphonse Adam 1803 - 1856
-
Stefano Torossi
Giacomo Meyerbeer 1791 - 1864
CLASSICI
-
Alfredo Ronci
Tra poeta e scrittore non mettere dito: “L’eclisse’ di Lanfranco Orsini.
-
Massimo Grisafi
Requiem di Antonio Tabucchi
-
Alfredo Ronci
Ma che roba è? “La Bambolona” di Alba De Cespedes.
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
-
Marco Minicangeli
The Dangers in My Heart
RACCONTI
-
Gabriele Micozzi
Il Capofficina
-
Davide Caneva
La scelta
-
Simone Bachechi
Vibrare
