I Classici

Davvero un romanziere “superiore”? “La miglior vita” di Fulvio Tomizza.
Ho scelto, in questo preciso momento, di presentare due romanzi degli anni settanta. Uno di Saverio Strati (il primo in assoluto, ma non sarà l’ultimo) e il secondo romanzo (secondo inteso solo come scelta, non per importanza, aldi là del fatto che noi scegliamo i titoli non certo o solo per importanza) di Fulvio Tomizza.

Che sorpresa, davvero: “Il selvaggio di Santa Venere” di Saverio Strati.
Il selvaggio di Santa Venere è stato scelto solo e unicamente (e vedremo perché, non c’entra nulla l’importanza dello scrittore coinvolto né tanto meno l’opera) per una complessa e nello stesso tempo affascinante valutazione di un intellettuale che ormai non c’è più: Walter Pedullà.

Un romanzo di fantascienza o cosa? “Il grande ritratto” di Dino Buzzati.
Questo romanzo mi dà modo di precisare un punto sul quale ho disputato a volte e anche con una certa energia. Partirei da una domanda che poi è davvero quella basilare:

Cosa rincorre l’uomo? “E’ tardi Mattia” di Enrico La Stella.
A volte, facendo questo mestiere (una volta lo chiamai servizio, e a cosa servisse mai ho dato una risposta) mi capita di dare interpretazioni diverse da quelle che sono state definite.

Che pazienza! “La busta arancione” di Mario Soldati.
Sicuramente Soldati non è un esempio di “omosessualità repressa” come si dice di un autore (o di una persona) che voglia nascondere la propria sessualità. Già i suoi esordi (e mi riferisco soprattutto a Salmace)...

La piccola-grande infanzia di Paolo: “Le redini bianche” di P.A.Quarantotti Gambini
Lo so, a volte stanco, ma nel pedissequo studio della letteratura italiana mi ritrovo a confabulare e a stizzirmi per alcuni cenni che io trovo, personalmente, molto diretti e invece nulla si dice e tanto meno si accenna a questioni sulle quali mi giocherei il servizio.

Bisognerà trovare un motivo: “Gatteria” di Nino Savarese.
Qualche annetto fa (esattamente trentasette… mio dio) fui sedotto dal titolo e dalla copertina di un libretto della Sellerio (giusto quello che vedete).

Roberto Bolaño "Un romanzetto lumpen"
Bisognava che prima o dopo arrivassi a parlare di Bolaño, uno dei maggiori esponenti della letteratura sudamericana dei nostri tempi.

Ma fu vero capolavoro? “Seminario sulla gioventù” di Aldo Busi.
Dunque: Seminario sulla gioventù, alla sua uscita, fu considerato un capolavoro ed è un capolavoro? L’autore, in questa edizione completamente rifatta e non, nella post-fazione dice: Sono però convinto di una cosa...

Tanto rumore per nulla? “Roma capovolta” di Giò Stajano.
Non ce lo aspettavamo e invece… Nel 2025 viene ri-pubblicato per la prima volta Roma capovolta di Giò Stajano (edizioni Feltrinelli), con una copertina verde pistacchio dove al centro c’è una bionda appariscente che, col dovuto tatto, dovremmo riconoscere nell’autore che nel frattempo, rispetto agli anni del romanzo, ha cambiato sesso ed è diventata donna.
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